Valentano è posto su un colle a 538 metri slm. Vicinissimo al lago di Bolsena e a circa 30 km dal Mar Tirreno, presenta un ambiente ancora naturale. Nel territorio sono presenti tracce di insediamenti fin dall’età del Bronzo, resti di ville rustiche romane e tracce di fortificazioni con necropoli longobarde. Le prime notizie certe sul borgo si trovano in alcuni documenti risalenti agli 813-844 e conservati nelle Abbazie di Farfa e San Salvatore sul Monte Amiata. Nel 1053 è documentata l’organizzazione di Valentano come libero comune con la pieve di San Giovanni Evangelista e la Rocca difensiva situate nel sito che occupano attualmente. In questo periodo il paese subì distruzioni, incendi e ricostruzioni, passando di volta in volta sotto il dominio di Orvieto o Viterbo. Il successivo sviluppo del borgo e la sua storia sono strettamente legati al dominio della famiglia Farnese che ne prese possesso nel 1354 e ne fece uno dei centri più imporatanti del Ducato di Castro. Alla fine del dominio farnesiano il territorio di Valentano venne annesso allo Stato Pontificio e successivamente al Regno d’Italia.
PALAZZO COMUNALE
Il primo impianto del Palazzo Comunale risale al 1552 circa ed era formato da un porticato inferiore e dal primo piano. Nei primi anni del 1700 fu innalzato il secondo piano per ospitare gli Uffici Giudiziari spostati a Valentano dopo la distruzione di Castro. Fino a qualche anno fa questo piano era occupato dagli uffici del Giudice di Pace, ora, dopo anni di chiusura, si sta procedendo con il restauro della sala delle udienze e la sistemazione delle altre stanze. Sulla facciata è presente un artistico balcone con ringhiera in ferro risalente al secolo XVII. La loggia, che si apre con cinque arcate, tre delle quali rivolte su Piazza Cavour, ha collocati alle pareti importanti reperti storici:
- Stemma civico del 1400
- Stemma di papa Martino V Colonna unito alle armi farnesiane (era inserito nella porta di accesso al paese nel 1417)
- Stemma della famiglia Farnese risalente al ‘400
- Stemma di papa Paolo III (pontefice dal 1534 al 1549)
- Lapide a ricordo di Giuseppe Garibaldi (databile ai primi anni del 1900)
- Lapide dei caduti in memoria dei valentanesi morti nella Prima Guerra Mondiale (risalente al 1922).
Il Palazzo Comunale è inserito nella Rete delle Dimore Storiche del Lazio.
Chiesa Collegiata di San Giovanni Evangelista: La Chiesa, dedicata all’Apostolo San Giovanni Evangelista, fu edificata attorno all’anno 1000 in stile romanico ed è stata più volte ristrutturata; la facciata risale alla metà del sec. XV. Il titolo di pieve, assunto nell’anno 1253 per disposizione di Innocenzo IV, fu tolto all’omonima chiesa posta fuori le mura cittadine. Il rifacimento interno in stile Barocco è avvenuto tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700. Sono conservati un pregevole affresco della Crocifissione attribuito a Marcello Venusti – precedente al rifacimento moderno – e la statua lignea della Madonna Assunta risalente alla metà del secolo XVII. Da segnalare anche la presenza di una tela di Alessandro Mattia da Farnese, definito “il pittore di Valentano” raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Pietro e Paolo, proveniente dalla chiesa di Santa Maria. La Collegiata conserva, inoltre, le reliquie del compatrono Giustino Martire.
Chiesa del SS. Rosario: La Chiesa del S.S. Rosario è stata fondata subito dopo la concessione della Rocca Farnese alle suore domenicane, nel 1731. Le fondatrici furono la Ven. Geltrude Salandri e Suor Anna Maria Starnini, mentre l’architetto fu Giuseppe Prada di Viterbo. Il monastero, che includeva la Rocca Farnese, fu chiuso nel 1930. Della chiesa si conserva oggi solo la facciata che affaccia su Piazza della Vittoria ed alcuni ambienti dell’interno adibiti ad oratorio parrocchiale.
Chiesa di Santa Maria: La chiesa ha origini antiche, risalenti almeno al XIV secolo. Nel corso del tempo ha subito notevoli trasformazioni: in un primo momento orientata a nord, intorno al 1520 venne orientata a est per allineare l’ingresso lungo la nuova via di Santa Maria, oggi Corso Matteotti. Oggi si presenta secondo la ristrutturazione avvenuta fra il 1736 e il 1744 ad opera di Pietro Amari. Al suo interno si conserva la pregevole statua della Madonna della Coroncina e l’affresco della Madonna della Rosa (XV secolo). Di recente sono state portate alla luce strutture archeologiche risalenti alla fine del XIII e all’inizio del XIV secolo: due fosse per la fusione di campane e l’area cimiteriale; associate ad esse anche strutture di servizio, come il grande pozzo-cisterna e il silos contenente granaglie.
Chiesa di Santa Croce: La chiesa di Santa Croce è situata extra moenia, ossia fuori dalle mura che racchiudono il centro storico. La struttura odierna è la risultanza della trasformazione dell’antico sacello di Santa Maria dei Battenti, eretta presumibilmente nel XV secolo.
Il cambio del titolo è sicuramente da collegare al nome della Confraternita del Gonfalone di Santa Croce. L’ampliamento e il restauro della piccola cappella risalgono alla metà del XVII secolo. All’interno della chiesa, sopra l’altare maggiore, si trova un affresco di scuola umbro-senese risalente alla metà del secolo XV, dove sono raffigurati la Madonna con Bambino con ai lati due angeli e, ai piedi, due battenti o flagellanti. All’interno della chiesa erano presenti due altri altari, quello della Vergine del Carmelo e l’altro di Sant’Agostino. Al posto del primo oggi si trova l’altare dedicato ai caduti valentanesi di tutte le guerre, nel secondo è stato posto il quadro della Madonna dei sette dolori. Nella parete sul lato destro si trova una lapide del periodo risorgimentale a memoria del Dragone Pontificio Enrico Gomez, caduto nello scontro di Latera del 20 maggio 1860. Da segnalare infine la porta della chiesa, realizzata nel 1986 dall’artista Mario Balestra. La chiesa è stata inserita nella Rete delle Dimore Storiche del Lazio.
Santuario di Santa Maria della Salute: il primo nucleo della chiesa fu edificato nel XV secolo, ma l’ampliamento avvenne nei primi anni del 1500. Al suo interno si trova un organo del 1852. Secondo la tradizione popolare la chiesa sarebbe stata fondata nella prima metà del XV secolo dal brigante Francesco Portici dopo che questi, braccato dalle autorità, si arrese e fece pubblica ammenda nella cattedrale di San Savino a Castro. Scelto come rifugio il bosco del Monte Starnina eresse una piccola e semplice cappella dove espose un quadro raffigurante la Madonna con il Bambino in braccio che in seguito venne denominata la “Madonna del Cecchino” (dal nome del brigante). Alla morte del Portici il romitorio aveva già un importante posto nella devozione popolare e si rese necessario operare un ampliamento. La chiesa è stata inserita nella Rete delle Dimore Storiche del Lazio.
Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese: Inaugurato nel 1996, il museo è collocato nella parte più alta del paese, ospitato nella monumentale Rocca Farnese sapientemente restaurata, nel cuore del centro storico.Si articola in due sezioni principali: quella preistorica e quella medievale rinascimentale e moderna. Nella prima sezione sono esposti manufatti dell’Alto Lazio (Tuscia) risalenti ad un’epoca compresa tra il paleolitico inferiore e l’età del ferro provenienti dai più importanti siti del territorio. Nella seconda sezione sono esposti reperti che raccontano lo sviluppo del territorio a partire dall’Alto Medioevo, con una particolare attenzione alla storia della Famiglia Farnese fra il 1300 e il 1600; molto interessante è la ricchissima raccolta di maioliche rinvenute nei “butti” del castello, tra cui segnaliamo il corredo matrimoniale di Pier Luigi Farnese e Gerolama Orsini (1519). Il percorso espositivo, oltre che cronologico, trova compimento nella sala etrusca, dove è esposta la collezione con pregevoli ceramiche ceretane e vulcenti donata dal Vescovo Giovanni D’Ascenzi, e in quella romana. La stessa Rocca Farnese, abitata dalla famiglia omonima dalla metà del 1400 fino alla distruzione di Castro, costituisce un interessante percorso architettonico e storico-artisitico fra cui spiccano il cosiddetto “Cortile d’Amore” e il pozzo del Sangallo, la loggia di Paolo III, la “Scala Santa”. Affascinante e suggestiva la terrazza panoramica cui si accede dalla sommità della grande Torre Ottagonale.
La Rocca farnese è inserita nella Rete delle Dimore Storiche del Lazio.
Porta Magenta: Porta Magenta fu edificata nel 1779 sotto Papa Pio V, di cui rimane il monumentale stemma, in seguito al crollo avvenuto della precedente e antica “Porta Romana”, eretta fin dal tempo di Papa Martino V Colonna nel 1417. La tradizione vuole che, per la sua ricostruzione, sia stato utilizzato un antico disegno di Jacopo Barozzi, detto il Vignola (morto nel 1572), celebre architetto dei Farnese. E’ anche localmente meglio nota come “Porta del Mascherone”, a causa della faccia con la lingua di fuori scolpita sulla sua sommità e che starebbe a rappresentare proprio la tipica attitudine dei valentanesi “a spettegolare”.