CENNI STORICI CANINO

Canino è il suo territorio confinano per un lato con la Toscana, infatti fu dogana Pontificia, ma il suo nome lo deve agli etruschi, popolo che abito il suo territorio e diede origine alla citta- stato di Vulci, infatti il nome di Canino si deve alla “Gens Caninia” famiglia nobile etrusca.

Paesaggi incantati nel territorio di Canino in cui la natura incontaminata offre spettacolo, riecheggiando l’atmosfera etrusca nei tesori il Parco di Vulci con le Necropoli dell’antica città di Vulci, il Castello dell’Abbadia e con il suggestivo ponte, chiamato “Ponte del Diavolo”, arroccato sull’alta sponda del fiume Fiora e la straordinarietà della Tomba François.

Nel 1455 si aprì finalmente per Canino una nuova era di stabilizzazione e rinascita: Ranuccio III Farnese assunse il titolo di vicario temporale di una parte del paese. L’altra parte rimarrà per altri vent’anni sotto il potere della famiglia Conti. Ed è proprio durante questo periodo che si inserisce la vicenda che vede contrapposti i centri abitati di Canino e Castellardo, rocca distante pochi chilometri dal paese, che nel 1459 fu distrutta dai caninesi. I Farnese, famiglia che andò assumendo sempre più potere nella storia del tempo, erano riusciti ad assumerlo grazie ai rapporti coltivati con alcune famiglie nobili di Roma. Il loro potere crebbe esponenzialmente, fino ad incoronarli tra le famiglie italiane più potenti. Sotto Ranuccio III la rocca fu ristrutturata, e vennero fatti una serie di interventi su fontane e palazzi. Interessante sottolineare come la figura di una donna della casata Farnese, Giulia soprannominata “la Bella” riuscì ad innalzare le sorti del cognome: divenuta l’amante di Rodrigo Borgia che diventerà Papa Alessandro VI, riuscirà ad assicurare ai Farnese un avvenire glorioso. Il fratello di Giulia, Alessandro Farnese, nacque a Canino e venne nominato Papa Paolo III nel 1534. Già nel 1514, Alessandro aveva avuto il piacere di ospitare a Canino Papa Leone X, che invitò a partecipare ad una battuta di caccia per ringraziarlo della signoria concessagli su Canino. Paolo III fu sempre legato alle terre che gli dettero i natali. Il detto popolare a lui attribuito: “se vuoi vivere in eterno a Gradoli d’estate e a Canino d’inverno”, svela quanto amasse la mitezza del clima caninese, altre testimonianze storiche lo vogliono ghiotto del rinomato olio caninese. È doveroso ricordare che Paolo III fu il Papa che si fece carico delle spese per la realizzazione del “Giudizio universale” nella Cappella Sistina e che fu ritratto in segno di gratitudine da Michelangelo, come San Pietro. Fu uno dei più grandi mecenati del rinascimento e il Papa che convocò il Concilio di Trento. Nel 1537 eresse il Ducato di Catro, e Canino ne entrò a far parte.

Finché la storia di Canino gravitò intorno al cognome Farnese il territorio rinnovò la sua fortuna anno dopo anno conoscendo incremento demografico, miglioramenti nell’agricoltura, nelle condizioni di vita degli abitanti. Ma Paolo III concedendo la proprietà del Ducato di Castro ai propri discendenti inimicò i Farnese agli occhi del nuovo Papa Innocenzo X, che assediata Castro la distrusse nel 1649, spazzando via secoli di storia e la fortuna di Canino, che, passato sotto il dominio del Papa, cadde in un nuovo periodo di degrado e dimenticanza: gli abitanti diminuirono, le terre furono abbandonate perché poco redditizie, non vi furono interventi interessanti nell’urbanizzazione del paese, escludendo la costruzione della Collegiata