L’arrivo a Canino di Luciano Bonaparte nel 1808 comporta la necessità di recuperare l’antica Rocca Farnese ormai diruta, per farne una nuova residenza degna del fratello di Napoleone. Dopo l’acquisto di diversi edifici provvede alla loro demolizione, per creare una piazza antistante il suo palazzo, che viene ampliato e restaurato dietro la guida dell’architetto Raffaele Stern, includendo anche la chiesa di S. Francesco da Paola, già chiesa di Sant’Andrea in Arce, che diventa il suo teatro personale. Il palazzo a due piani presenta notevoli elementi decorativi tipici del gusto neoclassico, l’interno del piano nobile conserva un pregiato soffitto ligneo decorato da piastrelle policrome. Gran parte delle decorazioni esterne originarie sono andate perdute, tuttavia i recenti lavori di restauro hanno riportato alla luce parte di quei motivi che ne caratterizzano la facciata. Nel luglio del 1853, quando ad occuparsi di Canino è Antonio Bonaparte, figlio di Luciano, si procede a costruire un nuovo palazzo, di tre piani su quella che allora era chiamata Piazza Lunga, oggi Via Roma, di spalle a Palazzo Farnese all’epoca palazzo Bonaparte e a collegare mediante un arco il Palazzo con un’antica torre quadrata posta sulla Via di Santa Croce, dando così stabilità alla torre che rischiava di crollare. A novembre dello stesso anno il principe Carlo Bonaparte, primogenito di Luciano, vende il feudo ed il titolo di Principe a Don Alessandro Torlonia. Il palazzo subisce ulteriori trasformazioni, alcuni locali sono utilizzati come aule della Scuola Elementare, come attesta un’iscrizione posta sull’architrave in nenfro di quel che era l’ingresso principale del Palazzo. La struttura è stata poi frazionata per ospitare numerose abitazioni ad uso privato che si affacciano su Piazza Mazzini, oltre a diversi negozi ed uffici a cui si accede da Via Roma.
Palazzo Bonaparte