La Fontana Farnesiana dodecagonale, insieme alla Chiesa Collegiata dei SS. Apostoli Giovanni e Andrea adorna Piazza Costantino De Andreis, vero e proprio fulcro del paese. La sua costruzione si deve alla famiglia Farnese, la quale nella prima metà del XVI secolo, probabilmente in connessione alla creazione dell’acquedotto alimentato dal fosso Meschino, ha voluto donare a Canino questa magnifica opera.
L’attribuzione all’artista Jacopo Barozzi da Vignola, da molti considerato come il più importante architetto attivo a Roma durante il Manierismo, si basa unicamente su affinità stilistiche con altre sue opere e non esiste alcun riscontro documentario. Altre ipotesi invece suggeriscono che l’opera sia merito dello scultore viterbese Bernardino di Giovanni.
La fontana in origine dominava la Piazza Grande o del Mercato, oggi Piazza Vittorio Emanuele, da cui fu rimossa nel 1875 per essere poi ricomposta, restaurata e collocata agli inizi del XX secolo dove si trova ora, in seguito alla demolizione di un isolato che comprendeva anche la Chiesa della Misericordia. La struttura è interamente in travertino, materiale da costruzione molto presente nel territorio caninese, poggia su un basamento di tre gradini aggiunti postumi per compensare il dislivello della piazza. Il bacino più ampio della fontana è delimitato da un parapetto di dodici piastrini angolari che risalgono al restauro del 1905 e che racchiudono altrettanti bassorilievi raffiguranti sei stemmi gentilizi e sei trofei militari, tra cui si possono riconoscere gli stemmi del vescovo Alessandro Farnese, del cardinale Alessandro Farnese, di Pier Luigi Farnese, oltre a quelli di Canino e della città ducale di Castro, da cui forse provengono alcuni dei bassorilievi stessi. Proprio l’assenza dello stemma papale tra i suddetti bassorilievi, ci permette di datare l’opera a prima del 1534, anno di elezione al soglio pontificio di Papa Paolo III.
Evoluzione dell’antico modello a saliente, la fontana può essere definita della tipologia a coppe sovrapposte, infatti al di sopra della prima grande vasca si trova la coppa centrale decorata da baccellature, ovoli e lancette, sostenuta da un balaustro circolare. La coppa inoltre è ornata da tre protomi canine dalle cui bocche fuoriescono cannelli d’acqua e sono sormontate da un fregio a tre gigli. Al di sopra di essa si eleva al centro una seconda coppa più piccola a forma di calice sacro.